domenica 31 gennaio 2010

Istruzione in Giappone


L'istruzione Giapponese è probabilmente uno degli argomenti più interessanti per i "fans" di questo paese, specie se ragazzi.
Nonostante strutturalmente il sistema di studi sia più o meno uguale al nostro, le scuole giapponesi hanno notevoli differenze che le rendono affascinanti agli occhi di tutti.

L'anno scolastico Giapponese inizia ad Aprile e finisce a Marzo. La scuola materna Giapponese dura circa 2 anni, e vi possono partecipare bambini dell'età di circa 3 anni: tuttavia, non è obbligatoria.
La scuola dell'obbligo inizia alla scuola elementare, dove i bambini entrano a 6 - 7 anni, che prevede 6 anni di studio, seguita dalla scuola media inferiore (3 anni) e la scuola media superiore (3 anni), che tuttavia non è obbligatoria. Se il ragazzo quindi avrà scelto di continuare i suoi studi con la scuola media superiore, potrà scegliere un'università o una scuola di specializzazione in vista del suo futuro lavoro.
Una cosa tipica Italiana, e non condivisa dalla maggior parte dei paesi, è la presenza nelle scuola medie superiori (licei) di diversi indirizzi: anche in Giappone esistono scuole specializzata in determinate materie, ma la maggior parte degli studenti sceglie l'indirizzo generico.

Ma le caratteristiche delle scuole Giapponesi sono le seguenti:

Prima di tutto, una cosa tipica della scuola di questo paese è la mole enorme di esami. Le scuole Giapponesi sono quasi tutte private: fino all'università infatti, i genitori tentano di mandare i figli a queste scuole, in quando quelle pubbliche assicurano solamente dei diplomi non usufruibili però nel mondo del lavoro. Questo tuttavia indica ovviamente un continuo di esami per i ragazzi.
La prova più difficile è rappresentata dall'università: mentre per noi infatti è più difficile seguire l'università e cercare di non andare fuori corso, per loro è il contrario. I test di ammissione sono difficilissimi, e non superabili con la sola istruzione generica offerta dalle scuole fino a quel punto frequentate, cosa che costa alle famiglie un grande dispendio di denaro per mandare i figli a ripetizioni: una volta entrati, tuttavia, la fine dell'università è assicurata in 3 anni.
Tutto questo però causa anche altri danni ai ragazzi, che spesso, finita scuola (che inizia alle 8.50 e finisce alle 16.00 ca) vanno a questi corsi pomeridiani anche fino alle 23.00.
Tutto questo però è giustificabile dal fatto che il lavoro giapponese è impostato diversamente: una volta laureati infatti, si ha quasi sicuramente un posto, il più delle volte a vita: per questo motivo, più prestigiosa è l'università e i voti con cui il ragazzo è uscito, più possibilità di trovare un ottimo lavoro ha, ma in ogni caso avrà comunque un posto (uguale all'italia insomma eh!).



Le scuole Giapponesi sono molto rigide: i regolamenti sono molto puntigliosi, e anche una piccola infrazione porta a pene severe. Chi viene bocciato o sospeso è costretto a cambiare scuola, e questo influirà molto anche sul suo curriculum una volta diplomato, in quanto ai colloqui di lavoro si da grande importanza alle scuole frequentate e ai voti presi (un bravo studente è considerato anche un ottimo lavoratore).



Una delle cose più criticate della scuola Giapponese è la spinta che dà alla competitività tra gli studenti: le graduatorie finali di ogni esame o anche semplicemente della fine degli anni scolastici sono sempre esposte alla vista di tutti e stilate a mò di classifica. Gli studenti più bravi ottengono particolari privilegi, sia nella scuola che per quanto riguarda particolari cerimonie: inoltre, esistono delle vere e proprie gradutorie di studenti anche a livello regionale.



Infine, una delle caratteristiche più interessanti della scuola Giapponese sono senza dubbio i clubs: ogni studente dopo la pausa pranzo può andare in un determinato club (per esempio, teatro, fotografia, sport vari ecc). Specialmente i club sportivi sono i più quotati, in quanto le gare a cui partecipano i loro membri, essendo particolarmente seguite, rappresentano anche un possibile trampolino di lancio per chiunque voglia diventare un'atleta professionista.
La stessa cosa, anche se in maniera più ridotta, è possibile nei club artistici: spesso infatti le opere dei club di pittura o fotografia sono esposte in determinate mostre, mentre i club di teatro si esibiscono al festival scolastico di fronte a genitori, compagni ma anche esterni.

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